La runner

“Non sei un leone e neppure una gazzella, ed hai pure una certa età”.
Ecco come si può riassumere la mia filosofia di corsa.
Ho iniziato ad avvicinarmi al running per caso, nel 2013, dopo un’intervista a un ultramaratoneta che mi ha cambiato la vita. Attraversavo un periodo molto difficile, in cui avevo perso lavoro, casa e automobile in un solo colpo e l’unica valvola di sfogo che ero riuscita a trovare era sul cibo. Nel dicembre del 2012 il mio peso oscillava appena sotto i 120 kg, ma soprattutto stavo malissimo con me stessa e avevo bisogno di darmi un nuovo scopo nella vita che mi permettesse di non cedere del tutto all’indolenza e non cadere sempre più giù nel baratro.
Incontrai Ciro Di Palma per un’intervista, e le parole di quel pomeriggio accesero qualcosa in me.
Il 1° Marzo 2013 mi iscrissi in palestra e seppur in vita mia non avessi mai corso un solo metro, mi diedi l’obiettivo folle di una correre una maratona: 42 km e 195 metri per rinascere.
Tagliai quel traguardo per la prima volta, dopo mille sacrifici e oltre 40 kg persi, il 14 dicembre 2014 a Reggio Emilia: all’indomani, scrissi un post raccontando la mia storia sulla mia pagina facebook. Quello che ne seguì è definibile soltanto come un autentico terremoto. Mi scrissero decine e decine di persone colpite dalla mia storia, così semplice e comune eppure così condivisa.
La casa editrice Area51 Publishing di Bologna dopo pochi giorni mi propose di raccontarmi in un libro, che decidemmo di intitolare “O la corsa o la vita“: un libro scritto col cuore in mano in cui con parole semplici e tanta sincerità racconto come sia stato possibile. Perchè è possibile, basta soltanto volerlo veramente.

Grazie alla corsa ho scoperto un mondo nuovo e incredibile, ho scoperto risorse inaspettate e sconosciute dentro di me, ho incontrato decine di persone e amici sinceri, ho trovato l’amore. E anche se non sono nè leone nè gazzella, anche se corro piano -ma arrivo sempre in fondo-, ho imparato a sorridere e a non cedere mai. Sono rinata, sono felice e sorrido sempre.

Dopo aver corso nuovamente a Padova (19 aprile 2015) e Venezia (25 ottobre 2015), il 13 dicembre 2015 sono tornata a Reggio Emilia per la mia 4^ maratona in un anno.
Il 10 aprile 2016 ho chiuso la maratona di Roma in 7 ore e 30, la mia prima esperienza -meravigliosa ed emozionante- come pacer con i palloncini attaccati alla schiena.

Nel 2016 sono stata fermata per un problema al piede, risolto solo nel marzo del 2017 con un intervento chirurgico. La ripartenza non è stata semplice e per non appesantire troppo ho rispolverato un altro antico sogno che covo segretamente da diversi anni: il triathlon.
Nel mentre ho corso di nuovo con i palloncini sulle spalle la Maratona di Reggio per la terza volta, e dopo alcuni mesi di allenamenti con l’ineffabile e preparatissima coach Julia Jones ho coronato il sogno di diventare triatleta.
Il meglio, comunque, deve ancora venire.

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