Tirare una riga in fondo a 365 albe e valutare cosa c’è stato è sempre un’attività particolare. In questi ultimi anni ho imparato a cercare sempre il lato positivo in ciò che faccio, e a trovare qualcosa di salvabile anche in quello che non è andato come avrei voluto.

Il 2018 è stato un anno per me molto positivo: certo, non sempre ho raccolto come avrei immaginato al momento della semina, ma devo dire che le emozioni positive hanno decisamente prevalso sul resto. Ecco quindi come è andata.

Lavoro.

E’ stato pesantissimo, impegnativo, faticoso, ma estremamente gratificante. A gennaio ho gettato le basi per due esperienze che hanno fatto da leitmotiv per i mesi a venire.
Assieme a Cesare Monetti, con cui avevo già avuto modo di lavorare per gli eventi di VeronaMarathon, dopo alcuni mesi di prova dalla scorsa estate ho co-fondato a gennaio firmando davanti a un notaio la nostra creatura Phototoday srls.
Mesi di rodaggio e, dall’estate, di soddisfazioni, in cui entrambi abbiamo fatto quello che di viene meglio: lui chiacchierare, rompere, insistere, bussare alle porte, insomma, svolgere egregiamente il lavoro di commerciale. Io, sostanzialmente, fare click click.
Parallelamente, il mio lavoro di freelance ha avuto una decisa impennata anche grazie a un evento bellissimo quali sono stati i “Giochi Internazionali del Tricolore” a luglio, a Reggio Emilia.
Questi due momenti, unitamente alla normale routine di calcio, basket, rugby, volley mi ha permesso di fare un salto qualitativo che solo un anno fa per me sarebbe stato inimmaginabile. Da lì, la fiducia di diverse organizzazioni di gare podistiche che mi hanno voluta negli ultimi mesi come fotografa ufficiale (Parma Marathon, Ecomaratona del Chianti, Torino Marathon, Reggio Marathon per citarne alcune).
Decine di migliaia di scatti, una maturazione professionale e organizzativa che spero possa proseguire nei mesi a venire. Intanto, mi godo il momento e gli attestati di stima che sto ricevendo, anche se, come sempre, the best is yet to come.

Sport.
Ecco, qui il discorso è un po’ più complesso, e anche parzialmente correlato al punto precedente.
La scorsa primavera sembrava girare tutto al meglio, comprese le mie gambe. L’obiettivo era entrare nel mondo del triathlon, e fino ad aprile non avevo alcun dubbio. Poi si è inceppato qualcosa: all’idroscalo il mio ritiro in acqua con crisi di panico ha rotto il giochino che avevo costruito nella mia mente nei mesi precedenti e mi ha riportato alla realtà; punto e a capo, obiettivi ridimensionati, ore e ore in piscina per farmi passare quell’ansia che mi aveva attanagliato dopo poche bracciate.
Difficile però seguire una tabella di allenamento se al contempo il lavoro ti porta in giro per l’Italia 6 giorni su 7. Nonostante questo, a fine luglio a Faenza sono riuscita a completare il mio primo triathlon sprint, replicando poi ad agosto a Fidenza, mentre purtroppo a Cervia a settembre in occasione del triathlon olimpico di nuovo un ritiro, stavolta per un malore in acqua.
Il carico massiccio di lavoro, però, ha avuto ripercussioni anche e soprattutto sulla schiena, e da dopo l’estate litigo con la mia zona lombare che non mi permette di fare ciò che vorrei (compresa la mia adorata maratona di Reggio a dicembre, purtroppo).
Ora sembra che il peggio sia alle spalle, grazie a mirate sedute dall’osteopata, stretching e, udite udite, yoga (sì, io ferma un’ora su un tappetino… difficile da immaginare…) . Da gennaio, quindi, si riparte verso la triplice: saranno distanze brevi, magari puntando sul migliorare un minimo sulla mia cronica lentezza, ma come al solito conterà divertirmi e soprattutto essere soddisfatta di ciò che faccio e rimettermi in gioco. Vedremo.

In tutto ciò devo ringraziare, comunque, la mia coach Julia Jones che mi ha portato ad abbassare il tempo sulla mezza maratona a marzo, ma soprattutto mi ha regalato momenti che sono andati ben oltre il normale rapporto coach-allieva e che potrei definire, senza dubbio, molto prossimi all’amicizia.

Amore, famiglia, amici.
Imperfettamente perfetti. Diversi, agli antipodi, eppure insieme stiamo benissimo. Ci siamo rimessi in gioco entrambi, quest’anno, professionalmente e sportivamente, fra gli alti e i bassi di cui parlavo prima, ma sempre sostenendoci. Non posso dire nulla che non sia un vero, profondo, sentito grazie, perchè senza di te molto di questo probabilmente non sarebbe stato possibile.
Un grazie va anche alla mia famiglia, mamma papà, sorella cognato nonni zii cugini, ma soprattutto al mio piccolo adorato Gino che mi regala momenti di amore incondizionato con la sua dolcezza ha fatto breccia anche nella scorza dura di sua zia.
In questi ultimi 12 mesi sono arrivate anche diverse nuove amicizie, alcune ritrovate, altre nate fra traguardi e teleobiettivi, alcune finite ma comunque ugualmente importanti nel momento in cui sono state vissute. Anche a tutti voi, davvero, grazie.

Inizia il 2019, e io entrerò ufficialmente nei miei primi -anta, cambierò categoria nelle gare, farò un ulteriore passo verso la vecchiaia, ma poco importa.
Ciò che conta è restare la cialtrona che sono stata nel 2018, un anno davvero bello ma reso tale soprattutto grazie a tutti voi.
Spero ci siate anche nel mio futuro.

Buon anno a tutti. <3  

(Visited 8 times, 1 visits today)

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi