Inseguivo il triathlon da una vita, e come un lungo corteggiamento durato diversi anni ieri finalmente è arrivato il mio primo traguardo, un “primo bacio” che spero possa essere preludio di una lunga e soddisfacente love story.
Da dove iniziare? Forse, semplicemente, dall’inizio.

Ho assistito a una gara di triathlon per la prima volta nel 2005, quando iniziavo a frequentare il mondo dello sport a scopi fotografici e ne ero rimasta folgorata. A bocca aperta, letteralmente. “Wow, questa roba è una figata“, credo sia stato più o meno il mio pensiero, seguito da un “chissà cosa si prova”.
E visto che già fotografando le maratone mi ero posta la stessa domanda, salvo poi scoprirlo sulla mia pelle in quell’ormai mitica data del 14 dicembre 2014, una volta ripartita l’anno scorso dopo l’intervento al tallone sapevo quale sarebbe stato il mio passo successivo, grazie anche alle parole di un meraviglioso triatleta che mi ha rimesso quella pulce nell’orecchio per un sogno che avevo accantonato da un po’ .

Ma come sempre, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, o nel mio caso genericamente l’acqua, fosse essa della piscina, del lago, del mare.
Eh sì. Incredibile che quello che davo più per scontato nella preparazione di una gara della triplice sia stato in realtà ciò che mi ha messo più in difficoltà in questi mesi.

Momenti di vero panico in acqua, roba da sedermi in lacrime a bordovasca, piangendo e messaggiando con la coach che in tutti questi mesi non ha mai perso un solo cm di fiducia nei miei confronti.
Così, dopo la mia débacle all’idroscalo, nonostante il lavoro che da maggio in avanti è stato delirante, mi sono messa a testa bassa a rimettere assieme quei cocci che alla periferia di Milano mi avevano così bruscamente riportata alla realtà.

Ho ridimensionato i miei obiettivi sportivi per quello che riguardava il triathlon nel 2018, ho iniziato a farmi violenza per andare in piscina 2 o 3 volte a settimana, o comunque ogni volta in cui mi era fisicamente possibile. Ho iniziato a vivere con la borsa di cuffia e costume in macchina, a informarmi sugli orari del nuoto libero in ogni piscina vicino ai luoghi in cui mi trovavo per lavorare.

Due persone mi hanno aiutata a superare questo enorme blocco mentale che mi aveva preso (ho il brevetto da sub, mai avuto paura dell’acqua, dunque era insensato tutto ciò): la prima è il summenzionato meraviglioso triatleta, che mi ha trascinata in acque libere a Rimini dopo il week end della maratona, obbligandomi a fare anche pochi metri, ma a farli, con la muta, senza le amichevoli piastrelle sul fondo, con le saraghine che mi guardavano scuotendo la testa. “Quando si cade da cavallo si torna subito in sella“, mi ha detto. Erano passati pochi giorni dall’Idroscalo, ma quelle bracciate nelle acque ancora fredde dell’Adriatico mi hanno svegliata.

La seconda, naturalmente, è stata la mia coach Julia, che dopo pochi giorni mi ha portata alle Dogali a Modena e mi ha fatto fare “just a little test” sui 750. “Adesso li fai, dall’inizio alla fine. Non mi importa quanto ci metti, ma li fai”. E non so come, con un tempo veramente indecoroso, sotto i suoi occhi vigili e attenti, li ho portati a casa. I miei primi 750, la distanza dello sprint.

“Allora ci posso riuscire!”, e da lì mi sono sbloccata.

Il resto, è storia abbastanza nota. Ho scelto Faenza per ragioni pratiche ma anche sentimentali, perchè proprio in quella piscina, con quella gara, poco meno di un anno fa ha esordito la nascente Phototoday. Ho scelto Faenza perchè prima non sapevo come incastrare una data, una gara, ma perchè sapevo che ce l’avrei potuta fare, ma anche e soprattutto perchè a Faenza sono persone col cuore grande e sapevo che, un po’ simile a quella Reggio nel 2014, il sostegno dall’esterno non mi sarebbe mancato.

Ho nuotato, difendendomi pure decentemente. Ho pedalato, portando la Bianchina su e giù per le colline faentine per poco più di 20 km. Ho corso, faticando tanto, ma alla fine a quel traguardo ci sono arrivata. Felice, emozionata, sorridente, commossa.

Questo è solo l’ennesimo nuovo punto di partenza. Grazie a tutti, dal cuore. <3

 

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