E’ dalla prima edizione del 2014 che rincorro la Rimini Marathon , perchè cade sempre in un week end per me spesso incasinato fra lavoro, partite, tornei… ma quest’anno inanellando una serie di congiunzioni astrali favorevoli (e complice anche la bella convenzione riservata alla mia società sportiva) ho deciso di iscrivermi alla 10miles.

Giusto per vivere l’atmosfera riminese, per godermi l’arrivo sotto all’Arco di Augusto, stare con amici, farmi un week end al mare, ciacolare, incontrare gente… insomma, tutto quello che significa vivere una gara.

Perchè se Reggio è LA maratona -con la “L” maiuscola 😀 – per eccellenza dei mesi invernali, Rimini e i pataca romagnoli sono riusciti a creare in pochi anni un evento altrettanto con la “L” maiuscola per i mesi primaverili.
E chi lavora duro un anno per l’altro come fanno i ragazzi di Rimini merita la fiducia incondizionata e, quando umanamente possibile, la partecipazione d’ufficio al loro evento.

Così, si parte. Moroso, in un impeto kamikaze delle ultime settimane decide di buttarsi nella 42, io resto fedele alla mia 10miles e ai 16km. Viste le previsioni meteo e al caldo che già da alcuni giorni ricopre l’Italia si rivela una scelta molto sensata.

Il sabato trascorre molto lieto, fra chiacchiere, baci, abbracci, chiacchiere, chiacchiere, amici da incontrare, chiacchiere, gente che mi ferma, chiacchiere e poi… ancora chiacchiere. Il pregara al centro maratona è sempre un bagno di socialità che ogni volta riempie il cuore di gioia…ma quanto è bello questo mondo???
Poi la cena, fra le dolci colline riminesi, e a nanna presto a casa dell’amico Gelo che gentilmente ci dà ospitalità a Santarcangelo.

La domenica ci svegliamo presto e facciamo colazione: se i miei 16km non richiedono chissà quale specifica alimentazione pregara, la Regina richiede sempre il dovuto rispetto e dunque giusto prepararsi nei modi e nei tempi giusti. Poi via, verso la partenza, e ancora una volta il consueto rituale: pettorale appuntato, selfie con gli amici, chiacchiere (si era capito che io chiacchiero quando incontro le persone???), foto di squadra, programmi per la gara.

Visto l’umore ancora un po’ ballerino dopo la mia débacle all’Idroscalo decido di farla piano e godermela con chi vorrà seguirmi. Passo 6’30”/km, tempo finale 1ora e 45’…visto che a fine mese e a giugno mi aspettano due belle prove da pacer, lo prendo come un allenamento di regolarità, come nelle gare automobilistiche.

Parto con Silvia e Marco, compagni di squadra Capponi. Perdiamo subito Susanna, che reduce dalla 50km di Romagna del 25 aprile ha giustamente le gambe un attimo imballate e decide di arrivarci in fondo con calma, fedele al motto di squadra.
I km scorrono via bene: la partenza alle 9.30 però si fa sentire, e il caldo dopo i primi km si incolla alla pelle e alle suole e rende tutto più difficile.
Faccio il passo e i miei soci mi seguono… fare la pacer, seppur unofficial, mi piace proprio tanto e tenere occupato il cervello in conteggi su tempi e passi mi aiuta a non pensare troppo alla fatica.

Verso il 12° km Marco è stanco: abbiamo un po’ di margine e rallento un po’, ma non lo mollo. Siamo partiti assieme, e assieme si arriva. Dopo il ponte di Tiberio lo prendo per mano. Andiamo a prenderci questo traguardo, manca poco e non ti lascio andare.

Stoppo il gps a 1h 45′ e 3”, perfettamente in orario sulla mia tabella di marcia. Abbraccio i compagni di viaggio, mi prendo la mia bellissima medaglia e reintegro i liquidi, doccia e poi aspetto Moroso: se lo conosco un pochino, so che questo caldo lo patirà tanto.
Infatti arriva, stanco e sfatto, ma arriva, poco dopo le 4 ore dallo sparo. Poco importa se non era il tempo che si era prefissato, l’importante era portarla a casa, e lo abbiamo fatto.

Il lunedì, fra una piada e un gelato e poi ancora una piada (e amici con cui chiacchierare, ma va?), mi trascina in acque libere con la muta per nuotare e vedere di iniziare ad esorcizzare le mie paure al di fuori delle confortevoli piastrelle della piscina. Sarà un lungo cammino, saranno tante bracciate da fare e tante paure da vincere, ma so che ce la farò.

Ma questa, per oggi, è un’altra storia.

Grazie Rimini, grazie Luca, Simone, Simo, Lisa, Luigi, Marco, Silvia, Alessio, Susanna, Jessica, a tutti i Capponi, grazie Gelo, Neno, Fabia, Giorgia, Brunella, Tatiana, Roberta…
E grazie a te… il perchè lo sai…
Grazie a tutti quelli che mi hanno salutato e con cui ho chiacchierato, grazie a chi mi ha fermato dicendomi le parole più belle del mondo: “Sono qui perchè ho deciso di buttarmi dopo averti letto“.
Grazie di cuore, a tutti.

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