Ci siamo. E’ arrivato anche il 31 dicembre 2017, un altro anno volge al termine.
Che anno è stato? Strano, sicuramente. Un ennesimo anno di sfide, in primis professionali, con nuovi progetti messi in cantiere, vecchi clienti con cui ho consolidato il rapporto di reciproca fiducia, qualche addio che fa comunque parte del gioco.

Dal punto di vista personale ho avuto un inizio complicato, con l’intervento al tallone a marzo e successivi mesi di recupero e ripartenza dopo tanto stop, ma con la mia cocciutaggine, tanto impegno e l’appoggio delle persone che amo tutto alla fine ha girato al meglio. Ho ripreso a correre, ho tornato a tagliare il traguardo di una maratona (la “mia” maratona, quella di Reggio), ho iniziato a pianificare il 2018 che spero possa portarmi finalmente a realizzare un antico sogno che inseguo fin da quando, nel lontanissimo 2005, fotografai le prime gare di quella meravigliosa disciplina chiamata triathlon.

Cos’altro aggiungere? I momenti no sicuramente ci sono stati: non si può andare sempre al 200%, non è umano e non avrebbe senso. Ma sul piatto della bilancia i ricordi positivi sono sicuramente molti di più di quelli negativi, quindi li guardo, li accarezzo, ne faccio tesoro e da domani si apre una nuova pagina dell’agendina (sì, sono una di quelle persone all’antica che per ricordarsi gli impegni fa uso di un’agenda cartacea…).

Stasera lavorerò, quindi per me niente Aristogatti in tv nè cena messicana come negli ultimi due capodanni, perciò affido a queste pagine i miei auguri per “buona fine e buon principio”; soprattutto, vi auguro 365 giorni indimenticabili in cui ogni vostro sogno si possa realizzare.

In particolare, però, vorrei fare un augurio speciale ad alcune persone che sono il fil rouge della mia esistenza:
– a mamma, papà, Benny, Luca, Poppo e in generale alla mia “big family” in tutte le sue ramificazioni colorate e variegate.
– alla mia squadra di running Passo Capponi e alla nuova famiglia adottiva della Steel Triathlon, perchè nonostante la conclamata scarsezza nelle mie prestazioni sportive continuano a sostenermi e appoggiarmi e incitarmi. In fondo, basta arrivare col sorriso, e quello, credetemi, non mancherà mai.
– alla mia coach Julia Jones, per tutto quello che fa e per la professionalità con cui riesce a far sembrare un’atleta quasi seria anche una schiappa come me. Non ti ringrazierò mai abbastanza.
– Ai miei suoceri, perchè mi hanno accolto in famiglia come una figlia nonostante la mia fede bianconera.
– Agli amici in giro per l’Italia, perchè rendono ogni trasferta di lavoro o di corsa un’occasione per incontrarsi e bere un caffè, scambiarsi sorrisi, condividere foto e km.
– al mio nipotino adottivo Pietro e alla sua famiglia, perchè vederlo crescere ha insegnato più cose a me di quante io non ne abbia sapute insegnare a lui.
– a chi ha rallentato o cancellato i rapporti con me: non è facile sopportarmi, me ne rendo conto, non è facile capire ogni mia sfaccettatura -spesso non ci riesco nemmeno io-, ma ad ogni modo grazie, perchè se ci siete stati e qualcosa è stato condiviso e convissuto, evidentemente un motivo c’era e le cose non avrebbero potuto andare diversamente. Nothing happens by chance.

E infine, come sempre, un grazie particolare a te. Mettere nero su pixel tutto quello che sei e che ogni giorno rappresenti per me è impossibile: il lato calmo e riflessivo che mi manca, il mio yang che mi completa, la pazienza che non ho, l’agonismo che vorrei.
Siamo agli antipodi, eppure funzioniamo, ridiamo, scherziamo, ci completiamo. Grazie, davvero, dal profondo del cuore. E ricorda che i sogni sono fatti per essere inseguiti e conquistati: andiamo a prenderci nuovi traguardi. Se tu ci sarai, io ci sarò.

Buon 2018.

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