E’ bello, faticoso e incredibilmente soddisfacente tornare a mettere al collo una medaglia da finisher anche se è “solo” per una mezza maratona, la Milano 21 Half Marathon, propedeutica e allenante per la Maratona di Reggio fra due settimane.

Oggi in griglia mentre combattevo col vento gelido di Milano pensavo al percorso fatto per arrivare di nuovo a indossare un pettorale. Visite mediche, un anno fa, incazzature, abbattimento, prese in giro. Poi un intervento chirurgico, le stampelle, la riabilitazione, una timida ripartenza, dolorini e doloretti sparsi. Fino a luglio, con la decisione di fregarmene e ricominciare, perchè aspettare di non avere alcun dolore è anacronistico, oltre che improbabile… come direbbe mia sorella, “ormai vai poi per i 40“.

Così, nell’estate più torrida di cui abbia memoria nei suddetti quasi 40, sono ripartita. Un passo alla volta, un accidente alla volta, un fiato corto alla volta. E come nel 2013, ogni piccolo microscopico traguardo è stata una vittoria. Ho investito in una coach, splendida e preparatissima, che dopo ferragosto mi ha presa per mano e portata a miglioramenti costanti e continui. L’obiettivo per ora è quel 42.195 che spero di concludere fra due settimane, ma ci sono anche altri sogni da inseguire e obiettivi da conquistare.

Il primo era oggi, piccolo grande gradino nella scalata a Reggio Emilia #3.

Il mio week end di corsa è iniziato ieri, dopo la partita casalinga del Sassuolo sotto il diluvio. Macchina, autostrada e approdo a Sesto San Giovanni, ospite della mia amica Alessandra: uno spuntino frugale, qualche chiacchiera e spetteguless e a nanna presto.

Stamattina sveglia alle 6.15 dopo una notte non proprio serena, colazione e vestizione. Quanto mi mancava questo rituale!

Poi via, nel vento del nord che sferza le vie di Milano. Saluti, baci, abbracci. Due palloncini che mi vengono donati honoris causa per correre assieme ai pacer delle 2ore e 30, consegna sacche (argomento su cui sorvolerei con decisione, assieme all’annesso recupero delle medesime a fine gara), griglia, sparo. Via.

La gara scivola via bene: pago una partenza forse un po’ troppo allegra, ma vado bene. Le gambe girano, il cuore non impazzisce. Resto costante appena sotto il passo teorico che mi avrebbe imposto coach Julia, così da avere eventuale margine alla fine. “Chiudila in 2ore e 25”, mi aveva scritto ieri.

Faccio calcoli mentali, anche per occupare il cervellino nell’ultima parte di gara. Ho margine, ci sto. Allungo un po’, recupero Alle al 19° km, addirittura supero (supero?? io??) una manciata di altri atleti.
Taglio il traguardo a 2 ore, 24 minuti e 19 secondi: felice, contenta, anche se il gelo mi impedisce di realizzare appieno e conseguentemente mettermi a piangere come normalmente faccio.

Ma sono una finisher, di nuovo. Dopo neppure 5 mesi dalla ripartenza, dopo quasi 2 anni dall’ultima mezza maratona, taglio un traguardo e qualcuno mi mette una medaglia al collo.

E’ stata una bella giornata, nonostante le pecche organizzative e la logistica assurda della manifestazione. E anche se era “solo” una mezza maratona, vorrei comunque ringraziare chi c’era, chi si è selfato con me, chi mi ha abbracciata, incitata, chi mi ha inviato messaggi stamattina (grazie Lucia, Jessica… 🙂 ), chi ha commentato le duecentomila foto sui social. Grazie Alle per il divano letto, la colazione, gli gnocchi alla sorrentina (#gnam) ma soprattutto le chiacchiere e la tua preziosa amicizia.
Grazie Julia per la tua competenza e la tua professionalità.
E infine, come sempre, grazie a te, perchè sei la mia roccia e senza di te il cielo blu di Milano stamattina avrebbe avuto un altro colore…

Reggio, arriviamo… <3

 

 

(Visited 1 times, 1 visits today)

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi