Maratona di ReggioScrivere queste parole non è affatto semplice, come non lo è stato fare quella telefonata a Cinzia alcune settimane fa in cui le preannunciavo la possibilità di non esserci alla Maratona di Reggio, edizione 2016.

La “mia” maratona, quella che due anni fa mi ha ribaltato l’esistenza. Reggio Emilia, 14 dicembre 2014.

Domenica non ci sarò. Da codarda, me ne sono scappata via, lontano, sui monti, e mi sono riempita la domenica di impegni di lavoro. Per non vedere, non pensare, non soffrire.

Non vado perchè non cammino, perchè ho male da morire a questi talloni che dovrò operare nelle prossime settimane. Non vado perchè sarebbe follia suicida anche solo provarci. 42 km sono tanti, lunghi, e la Regina va rispettata e onorata.

Gli atti eroici li lascio ad altri, a quelli che “non sto bene e sono mesi che non mi alleno” e poi ti piazzano lì il loro pb. Non vado perchè ho una testa sulle spalle e so che per levarmi la voglia di esserci mi farei del male, e anche tanto.

Quindi a malincuore ho detto addio alla mia Reggio n.3, alla mia prima volta qui con i palloncini ufficiali. Ho detto addio, col groppo in gola e le lacrime agli occhi. perchè Reggio è casa, è festa, è mia. Ma purtroppo con la salute non si scherza.

Ci sarò, col cuore. Conosco almeno un migliaio di persone che domenica si appunteranno con le spillette quel pettorale speciale. Sarò con voi, col pensiero, ma lontana fisicamente perchè la sofferenza è tanta.

Mi mancheranno i 42 km con Omar, come l’anno scorso, l’arrivo medagliata da Cinzia, come due anni fa, l’abbraccio in lacrime al mio amore, i sorrisi ai ristori, i “5” battuti per strada, le interviste volanti di Luciano a Montecavolo, i sorrisi ai fotografi perchè è bello, ogni tanto, essere dall’altra parte della barricata.
Mi mancherà ogni singolo metro di quei 42195, lo stomaco chiuso al 30° quando le note di Ligabue fanno compagnia alla polenta fritta dei correggesi e tu vorresti proprio, ma ci sono ancora 12km davanti e lo sai che la maratona inizia lì.
Mi mancheranno il cioccolatino di Domenico al 28°, le spugne calde, i pensieri che inevitabilmente fai dopo la mezza, perchè mannaggia alle scarpe da running e chi diavolo me l’ha fatto fare.
Mi mancherà il Palabigi “profanato”, il dolore del giorno dopo, quel male alle gambe che ti ricorda che li hai fatti davvero, mica è stato un sogno.

Mi mancherà, mi mancherete, ma tornerò. L’appuntamento è solo rimandato.

In bocca al lupo, runners. Ciao, Maratona del cuore. <3

 

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