42,195 reggio emilia 2014Sono passati due anni. Pochissimo, eppure una vita.

Due anni da quello start in largo Garibaldi: mille timori, ma col cuore che scoppiava di gioia. Ed è passato un anno dalla mia Reggio n.2, un anno fa, condizioni fisiche già non ottimali ma corsa per onorare una promessa fatta ad un amico.

Cosa dire? In questi oltre 700 giorni ho ripetuto più e più volte che la maratona ha cambiato la mia vita.

Credevo che fosse una di quelle cose da invasati, quelli che dicono “la maratona è un viaggio, la corsa è poesia”. Sulla seconda mi permetto di dissentire, io tutta questa poesia ancora non l’ho trovata. Ma sulla prima, ahimè, avevano ragione al 100%.

Cos’ero due anni fa? La grinta non mi mancava, ma dovevo imparare a canalizzarla nel verso giusto. Mi mancava però la serenità.

Ho scoperto che avere accanto un uomo che mi rispetta e mi sostiene mi ha permesso di guardarmi dentro con molta più onestà e chiarezza: il silenzio che ho attorno e le energie che finalmente non spreco in futili discussioni lasciano spazio, ora, a una visione di me spesso sorprendente.

Ho scoperto cosa vuole dire amare dal profondo e soffrire -ma anche gioire- per lui e con lui: non più un io e un tu, ma un noi. Anche nello sport.

Ho trovato amici ed amiche: qualcuno è rimasto, qualcuno è andato e non si è più sentito. Ci ho sofferto, ma alla fine non ne faccio un dramma. Peccato, ma pazienza. Si viene e si va.

Ho scoperto che non è tutto oro quello che luccica, che è un bel mondo ma pieno, come ovunque, di persone meravigliose ma anche di schizzati paranoidi fissati col cronometro e il gps. Ho comunque imparato a sorriderne e lasciarli nel loro brodo, tanto io non vincerò mai, esattamente come loro che stanno a rodersi il fegato.

Ho imparato tantissimo di me: da sola, a sapermela cavare. In squadra, a collaborare e non ringhiare.

Certo, passata l’euforia dei primi mesi, quando effettivamente la ruota ha girato e per una miracolosa congiunzione astrale tutto ha iniziato a girare bene, le cose sono cambiate ancora. Non sempre tutto va come vorrei. Nuove sfide, qualche successo, tanti rospi da mandare giù.

Ma quei rospi, dopo quel lungo viaggio di 42,195 km di due anni fa, non li combatto più. Ho solo imparato a cucinarli.

Grazie ancora, a tutti, di tutto.

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