2016Dicono che gli anni bisestili siano per definizione funesti, ma io non posso affatto lamentarmi del mio 2016.

Certo, non è stato semplice. E quando mai lo è? Però come sempre faccio negli ultimi anni cerco di trovare il lato positivo delle cose. Perchè c’è, sempre, basta solo cercarlo.

Ho raccolto in un’unica immagine 12 momenti per me significativi del 2016, e ho notato una cosa. In un anno in cui praticamente non ho mai indossato le scarpe da running per i noti motivi ortopedici che mi affliggono da tempo, i miei momenti felici ed emozionanti legati al mondo della corsa sono tantissimi.
Sono fortunata, me ne rendo conto: faccio un lavoro meraviglioso che mi permette di restare nel “mio” mondo, come fotografa e cacciatrice di emozioni, come mi ha definito qualcuno.
Ho una dote, che in qualche modo riesco a far fruttare, cercando l’emozione e il gesto atletico dietro a ogni semplice gara o evento che fotografo.
Non ho corso? Peccato. Ripartirò, inseguendo di nuovo quel bellissimo sogno formato 42.195, ma rincorrendo anche altri traguardi di nuoto-bici-corsa, altro piccolo desiderio che vorrei da anni. Devo solo riuscire a sistemarmi per poter stare sulle gambe quel tanto che basta per non sfasciarmi completamente, e poi ripartirò. Come prima e più di prima.

GinoIl 7 gennaio ero a casa mia a Reggio davanti a un cartone di pizza e un bicchiere di birra quando è arrivata una telefonata. Mia sorella.
Strano, ho pensato, di solito mi scrive e non mi chiama. E quelle parole, che mi hanno letteralmente lasciato senza fiato per dieci minuti. “Diventi zia”. Il 15 Agosto 2016 intorno alle 8 del mattino quelle parole sono diventate realtà e nelle nostre vite è entrato Gino: stesso nome dei bisnonni, ad oggi quasi 8kg di morbidezza e sorrisi e dolcezza infinita che hanno sciolto il cuore della zia Frà. Un fagottino profumato e irresistibile che ha portato gioia immensa nelle nostre esistenze.

Ho visto mio papà laureato, finalmente, come azione-reazione alla sciagura Fornero che lo voleva a casa nullafacente in attesa di maturare gli anni giusti per la pensione. Tre anni di stress pre-esame e ritorno al passato, di appunti fotocopiati, prof carogne e lezioni all’università, per approdare poi alla proclamazione il 20 di ottobre. Perchè non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni.

CortinaSe non ho potuto correre (con la sola eccezione della meravigliosa Maratona di Roma come scopa delle 7 ore e 30), ho però vissuto passo a passo le emozioni di un’altra persona nel lungo cammino verso la conquista dei suoi sogni. Non tutto è filato liscio, purtroppo, e quei traguardi di Cortina e Bergamo sono sfumati. E’ stato difficile vedere l’uomo che amo in una situazione così difficile, ma ci siamo presi per mano, siamo ripartiti da capo aggiustando alimentazione e allenamenti, e ora finalmente lo vedo di nuovo sereno e pronto per le sue nuove sfide. Anche in questo caso, non è mai troppo tardi.
Cortina e Bergamo ti aspettano. E io sarò lì.

Con lui ho vissuto anche il Passatore: avrei voluto che fosse il mio traguardo di quest’anno, e invece mi sono trovata a ridere, chiacchierare, dire cavolate e qualche sanissima cattiveria via whatsapp in una linea diretta notturna fra il Passo della Colla e Trieste. Nel mezzo, ristori e pollai, fotografie, emozioni infinite in una notte magica che porterò con me tutta la vita.

LanzaroteNel 2016 ho lavorato, tanto, trasformando anche amicizie virtuali nate su Facebook in contatti professionali. E da questi contatti professionali nati da conoscenze virtuali è venuto fuori un palloncino portato a spasso per 42km a Reggio Emilia, lo scorso 11 dicembre. Avrei dovuto esserci, ma il dolore per non poter correre la “mia” maratona era troppo grande (vedi Maratona di Reggio 2016: il lungo addio). L’ha fatto un amico, prima ancora che un collega. Grazie, Cesare.

Nell’anno che volge al termine sono anche riuscita a concedermi il lusso di due viaggi, senza stress di lavoro, senza orari da rispettare. Due aerei, due isole, due mondi. Irlanda e Lanzarote, per ricordarmi l’immensa bellezza della valigia chiusa e della carta d’imbarco, e con essi l’immensa soddisfazione di un viaggio meritato, vissuto e goduto appieno. Grazie.

Cosa aggiungere? La mia vita è tutta qui. Montagne, valigie, famiglia, una macchina fotografica e scarpe da running. Mondi lontani, che però riesco a intrecciare e vivere intensamente, in una rete di emozioni e soddisfazioni che mai avrei creduto di poter creare.

Sono fortunata, sì, ma da quando ho ripreso la mia vita in mano il 1° marzo del 2013, ho capito di essere io l’artefice del mio destino.

Buon 2017 e grazie di tutto.

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