grandistorie logoEvidentemente, c’è qualcosa di scritto lassù nel cielo che lega il mio destino alla città di Bergamo. Preferisco non interrogarmi su quale sia il sottile filo d’argento che ci unisce, ma pare proprio che le mie vicende terrene debbano essere per forza intrecciate a quella città, così strana e popolata da persone aspre e dure che però se si aprono sono in grado di donarti il mondo.

Dopo aver presentato il libro a Urgnano, dopo una serata a chiacchiere e casoncelli a Osio Sotto, dopo averci pure trovato l’amore (eppure l’avevo giurato a me stessa… “Mai più, mai più, mai più in Lombardia e soprattutto a Bergamo”) le interferenze orobiche nella mia esistenza sono pressochè quotidiane.

Nel pomeriggio di ieri l’esimia penna di Simone Fornoni, una delle poche piacevoli amicizie rimaste dal mio sciagurato 2012 e spalla comica nella mia serata-libro a Urgnano mi ha sorpresa scrivendo forse l’articolo più bello che abbia mai letto in questi mesi relativamente all’affaire maratona-olacorsaolavita-bergamo.

Ricordavo quanto mi piacesse la prosa pungente di Simone: nei pochi mesi in cui abbiamo lavorato assieme prima del mio mesto rientro in Emilia leggevo sempre con estremo piacere i suoi articoli, ma mai avrei pensato di finire io stessa oggetto di un suo articolo sul nascente e promettente progetto di Grandistorie.it, costola online del feuilleton Bergamo&Sport.

Grazie davvero di cuore.

Qui l’articolo.

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