“Cosa fai a San Valentino?” penso sia una domanda ancora più odiosa di “Cosa fai a Capodanno?”.
Niente, cosa vuoi che faccia?… E visto che è pure domenica, lavorerò come un ciuchino come ogni settimana mandata su questa terra e mi va benissimo così.

Perchè lo dicono tutti alla nausea: è una festa commerciale, è una festa odiosa, ci si deve amare ogni giorno dell’anno eccetera eccetera eccetera.

Tutto verissimo, per carità. E’ che mi è sempre sembrato molto ipocrita, almeno dal mio punto di vista, dirgli che lo amo e fare follie per un giorno e uscire a cena in ristoranti normali che per l’occasione riesumano il menu di coppia e il risotto alle fragole e il calice di bollicine che Dio solo sa che cosa ti stanno propinando da bere e regalargli pupazzetti spelacchiati e magari se fossi ricca e nullafacente portarlo a Parigi per una gita sul bateau mouche e poi e poi e poi. Tutta apparenza da postare su Facebook e poca sostanza.

A settembre lui mi ha chiesto che rumore fa la felicità.

E la felicità, per me e per noi due, ho scoperto che spesso coincide.
Fa rumori bellissimi di cose semplici fatte in due, di cose normali come un gelato spalla a spalla, fa il rumore dello sparo dello start di una maratona, è un bacio al traguardo, sono le lacrime silenziose dei fantasmi del passato uccisi parlando per ore insieme nella penombra, è una risata a crepapelle perchè ridere con lui è bellissimo. Fa il rumore di un plaid blu e di una tazza di the davanti alla televisione, di un messaggio su wazzup alle tre del pomeriggio per dire soltanto che ti sto pensando.
Ma soprattutto fa il rumore del rispetto. Del ti darò sempre il mio sostegno, ti appoggerò ogni volta i cui ne avrai bisogno e ti tenderò una mano per aiutarti a risollevarti e ripartire, del ti insegno quello che io so e tu non sai perchè siamo diversi ma ci completiamo.

“Cosa fai a San Valentino, Frency?”. Lavoro, ma lo faccio col sorriso sulle labbra. Perchè so che dare il meglio di me ogni giorno è la forma di amore più grande che si possa dimostrare.

Verso me stessa e verso di noi, e non solo il 14 febbraio.
Amate, e amatevi.
Auguri.

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