L’ultima presentazione del mio libro ” O la corsa o la vita” nell’anno 2015 è stata una splendida serata a Fusignano.
Inaspettata la chiamata, poche settimane prima: contattata da Andrea Gemignani grazie al potere del passaparola, in pochi giorni abbiamo definito e organizzato tutto e il 9 dicembre, sfidando la nebbia io e mio papà Alberto siamo giunti nelle terre del Passatore per parlare ancora una volta di corsa e libri.
La serata romagnola è stata davvero indimenticabile: fra il pubblico c’erano tanti volti conosciuti, persone splendide con le quali condivido km ed emozioni in gara e alle quali sono legata da profonda e sincera amicizia. Ma non solo. Tanti volti nuovi e nuove persone con cui parlare, a cui raccontare.
La storia è sempre la stessa, sempre uguale: una ragazza che si rifugia nel cibo per dimenticare il periodo nero che ha attraversato, e prima che sia troppo tardi inizia a volersi bene e scopre nella corsa (lenta lenta e faticosa faticosa) un mondo nuovo che le regala immense gioie e soddisfazioni. E da lì ricomincia a vivere.

12243119_10207856120591223_8788122842189721741_nE’ sempre meraviglioso raccontarlo e condividere, è bellissimo parlare ogni volta con decine di persone che, talvolta, proprio perchè “ce l’hai fatta tu” decidono di provarci. Non potrebbe esserci soddisfazione più grande per me: non posso ambire a risultati cronometrici di alcun tipo, dal momento che la vittoria più grande, per me, è sempre e soltanto arrivare. Fusignano mi ha regalato tanto, compresa un’ora tutta sola davanti al pubblico a monologare; anche questa è una vittoria non da poco per una che aveva il terrore di parlare in pubblico e ha sempre detestato la sua erre moscia, fonte di infinite prese in giro in età adolescenziale: si cresce e si cambia, e soprattutto si impara ad accettarsi e a volersi bene per davvero.

Ringrazio davvero di cuore ogni sorriso e ogni stretta di mano che ho ricevuto quella sera. Sono arrivata alla presentazione dopo mesi di lavoro intensivo e decine di parole in pubblico ed ero davvero stanchissima e con una maratona da correre dopo pochi giorni: ho parlato con il cuore in mano e in cambio ho ricevuto una carica indescrivibile che mi ha accompagnato a Reggio Emilia lungo quei 42 km emozionanti ed indimenticabili, ancora una volta, ancora con tutti voi.
Grazie.

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