Ci ho provato a chiudere il 2015 con qualche giorno di anticipo, perchè di emozioni e doni ce ne erano stati davvero già tanti.
E invece l’onda lunga della positività che questo splendido anno ha portato con sè continua ancora, e lo fa nel modo che per un runner italiano probabilmente è il top, con un articolo sulla “Bibbia” Runner’s World in edicola in questi giorni.

L’occasione, ancora una volta, è la maratona di Reggio corsa il 13 dicembre assieme al mio amico Omar Ratti: una rivincita per lui e per me sulla vita e il consolidamento di un’amicizia iniziata per caso la scorsa primavera.

Trovare la nostra avventura raccontata su quelle pagine che tante volte ho letto con ammirazione, usandone le tabelle per principianti e sfruttandone i consigli per iniziare quando, tre anni fa, la maratona era solamente un sogno apparentemente irrealizzabile è l’ennesimo splendido regalo piovuto addosso negli ultimi mesi.

Grazie al direttore Marco Marchei per aver raccolto il suggerimento di Paolo Manelli ed aver voluto rendere partecipi i suoi lettori di quanto un viaggio lungo 42 km e 195 metri possa cambiare la vita delle persone, anche senza essere top runner.

Il testo dell’articolo

Quante storie si nascondono dietro all’edizione venti della Maratona di Reggio? Un’edizione dei record, a partire dal numero di iscritti (3400) e degli arrivati al traguardo (3010 su 3120 al via).
Ma per ogni medaglia messa al collo di un finisher c’è una storia speciale che l’ha portato lì: voglia di rivalsa, voglia di competizione, voglia di movimento, voglia di emozioni.

Nell’edizione n.19 fa il suo esordio Francesca Soli, fotografa e giornalista modenese trapiantata a Reggio per lavoro: una sfida con se stessa per rimediare ai danni fatti da una delusione lavorativa sfogata sul cibo, per la quale è arrivata a pesare quasi 120kg.
Da quell’avventura arriva la scorsa primavera un libro dall’eloquente titolo “O la corsa o la vita“, che racconta passo dopo passo il lungo cammino della donna per riprendere in mano la propria vita, perdendo oltre 40kg, con il folle obiettivo di correre una maratona pur non avendo mai corso un solo metro in tutta la vita.
Il tam tam mediatico sui social network dei lettori del volume porta poi tantissimi amici, fra cui il brianzolo Omar Ratti. Stessi problemi di Francesca, dallo sfogo nervoso sul cibo all’obesità fino al desiderio di rimettersi in gioco. I due si conoscono e prima dell’estate la promessa di Francesca a Omar: “Vieni a Reggio con me, ti accompagno io al traguardo. Correremo in 6 ore ma ti porterò in fondo”.
E il 13 dicembre i due si presentano alla kermesse reggiana. In veste di Omar’s Angels, con tanto di ali e palloncini da pacer semiprofessionali, Francesca -che nel frattempo è giunta alla sua maratona n.4- e l’amica Debora scortano Omar lungo il viaggio per la città e le colline di Reggio Emilia. Debora rimane fino alla mezza, poi si invola verso il traguardo. Francesca resta al fianco dell’amico, metro dopo metro del frizzante tracciato della manifestazione. Alle 14 i due arrivano alle porte della città, km 36, e lentamente si avviano verso il traguardo. Gli ultimi due km della gara sono i più duri e come sempre i più emozionanti. Al traguardo con gli amici in attesa esplode la gioia: 5 ore, 55 minuti e 46 secondi per coronare un sogno di rivincita e di amicizia. Medaglie, lacrime, pianti a dirotto e felità incontrollata. La maratona è anche questo, ma soprattutto è la rivincita di Omar e Francesca sulla vita.

E come sempre…the best is yet to come.

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